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1 novembre

Tutti i Santi.

Solennità di tutti i santi

Il primo novembre la Chiesa celebra tutti i santi, senza distinzione e senza contarne il numero: quelli che gli altari hanno proclamato e quelli che nessuno ha mai registrato, i martiri delle persecuzioni, i monaci, i laici, le madri di famiglia, e quanti sono passati sulla terra facendo il bene senza lasciare memoria. È una solennità, cioè la forma più alta di festa nel calendario liturgico, e non è la biografia di una persona ma la memoria di una moltitudine.

Il nucleo della festa è antico. Già nel quarto secolo le Chiese d'Oriente dedicavano un giorno a tutti i martiri, collocandolo di norma la domenica dopo Pentecoste, dove ancora oggi rimane nella liturgia bizantina. A Roma, nel 609, papa Bonifacio IV trasformò in chiesa il Pantheon, il tempio pagano dedicato a tutte le divinità, e lo intitolò a Maria e a tutti i martiri: un gesto che dice da solo il senso del passaggio dal politeismo alla fede cristiana.

La data del primo novembre si affermò più tardi. Nel secolo ottavo papa Gregorio III dedicò nella basilica di San Pietro una cappella a tutti i santi e ne fissò la memoria al primo giorno di novembre; circa un secolo dopo, Gregorio IV estese la festa a tutta la Chiesa. La scelta di questa data, all'inizio del mese in cui le popolazioni dell'Europa settentrionale celebravano i loro morti, contribuì alla sua diffusione.

Il significato della solennità non è però un elenco. Il testo che la liturgia legge quel giorno è tratto dall'Apocalisse, e parla di una folla immensa, che nessuno poteva contare, venuta da ogni nazione e lingua. La Chiesa vi vede la propria destinazione: non i pochi che sono stati canonizzati dopo un lungo processo, ma tutti coloro che hanno vissuto e sono morti nella fedeltà. Il giorno seguente, con la commemorazione dei defunti, la preghiera si allarga a chi è ancora in cammino o in attesa.

Per questo il primo novembre non esalta gli eroi: ricorda che la santità non è un privilegio di pochi né un traguardo riservato ai perfetti, ma la vocazione comune di chiunque accetti di vivere il Vangelo. È la festa della Chiesa intera, dei suoi membri noti e ignoti, e il suo centro non sono i santi ma Dio che li ha resi tali.

Fonti

  • Calendario Romano Generale, 1 novembre

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