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1 aprile

San Venanzio, vescovo, e compagni martiri.

vescovo

Il primo aprile il Martirologio Romano ricorda Venanzio, vescovo, e un gruppo di compagni di fede originari della Dalmazia e dell'Istria. I loro nomi sono Anastasio, Mauro, Paoliniano, Telio, Asterio, Settimio, Antiochiano e Gaiano. La commemorazione è collocata a Roma, e il motivo è storico: papa Giovanni IV, eletto nel 640 e di origine dalmata, incaricò l'abate Martino di recarsi in Dalmazia e in Istria per riscattare i prigionieri e mettere al sicuro le reliquie dei martiri locali, minacciate dalle incursioni di Avari e Slavi. Il papa fece poi edificare presso il Laterano un oratorio dedicato a Venanzio, Anastasio e Mauro e agli altri martiri dell'Istria e della Dalmazia, dove le reliquie furono deposte.

Di Venanzio in sé le notizie antiche sono pochissime. Fu vescovo di Salona, l'odierna Solin presso Spalato, in Croazia, e la tradizione locale lo considera il primo vescovo di quella sede. Secondo racconti tramandati sarebbe stato inviato da Roma a evangelizzare la Dalmazia e vi sarebbe morto in circostanze non precisabili, al tempo di Valeriano o di Aureliano, dunque nel terzo secolo; altre schede lo collocano tra il terzo e il quarto secolo. Le fonti divergono anche sui nomi dei compagni, che compaiono in elenchi non coincidenti.

La Chiesa di Roma conservò a lungo la memoria di questo gruppo. Nel mosaico del battistero lateranense, dove Cristo è raffigurato in gloria, si riconoscono tradizionalmente i volti dei martiri dalmata e istriani, tra i quali quello di Venanzio.

Sotto questo nome la tradizione ha però raggruppato figure diverse. Un Venanzio di Camerino, martire, è venerato il 18 maggio ed è cosa distinta dal vescovo di Salona; un Venanzio vescovo di Delminium è datato alla metà del III secolo. Le informazioni sul gruppo restano perciò scarse e in parte incerte: la Chiesa li onora con una comune lode, senza distinguere tra il capo e i compagni.