29 aprile
Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa.
vergine
Caterina nacque a Siena il 25 marzo 1347, nel rione di Fontebranda, figlia del tintore Iacopo di Benincasa e di Lapa di Puccio di Piacenti. Crebbe in una famiglia numerosa di condizioni modeste. Da ragazza maturò il proposito di consacrarsi e, contro la volontà dei genitori che la volevano maritata, si tagliò i capelli e si chiuse in casa, finché la famiglia acconsentì al suo ingresso tra le Mantellate, le terziarie domenicane, prima vergine a farne parte.
Divenuta presto un punto di riferimento spirituale per uomini di cultura, religiosi e autorità, condusse una vita di preghiera intensa e di servizio ai malati. Nel 1375, secondo i testimoni, ricevette le stimmate, che restarono invisibili. La sua azione non rimase nell'ambito privato: intervenne con lettere e ambascerie nelle vicende della Chiesa e della penisola, esortando alla pace tra le città italiane e alla riforma dei costumi del clero, e fu determinante nella decisione di papa Gregorio XI di lasciare Avignone e tornare a Roma nel 1377.
Nel 1376 si recò in Provenza per incontrare il papa. Dopo lo scisma d'Occidente, il nuovo papa Urbano VI la chiamò a Roma, dove visse i suoi ultimi anni, ormai provata nel fisico. Tra i suoi scritti vi sono il Dialogo della Divina Provvidenza e un ampio epistolario indirizzato a papi, sovrani, religiosi e gente comune.
Sulla data di nascita le fonti non sono del tutto concordi: qualche studioso ha proposto di anticiparla di alcuni anni, ma la data del 1347 è generalmente accettata. Morì a Roma il 29 aprile 1380, a trentatré anni. Fu canonizzata da Pio II nel 1461, proclamata patrona di Roma nel 1866, patrona d'Italia insieme a Francesco d'Assisi nel 1939, dottore della Chiesa da Paolo VI nel 1970 e compatrona d'Europa da Giovanni Paolo II nel 1999.