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25 dicembre

Natale del Signore.

Solennità

Il 25 dicembre la Chiesa celebra la solennità del Natale del Signore. La prima attestazione certa della festa a Roma è del 336, in un elenco che risale a quell'anno. In Oriente arrivò più tardi.

Perché il 25 dicembre? Una spiegazione antica guarda al cielo: è il solstizio d'inverno romano. Nel 274 Aureliano aveva legato a quella data la dedicazione del tempio al Sole invitto. Che la festa cristiana sia stata collocata sopra quella pagana per sostituirla non è dimostrato: la prima testimonianza sicura di una festa del Sole invitto il 25 dicembre è di Giuliano l'Apostata, oltre mezzo secolo dopo, e il rapporto potrebbe essere rovesciato.

L'altra spiegazione parte dalla morte di Cristo. Tertulliano, agli inizi del III secolo, collocava la crocifissione al 25 marzo: se concezione e morte cadevano nello stesso giorno, la nascita cadeva nove mesi dopo. Si aggiungeva il calcolo sui turni dei sacerdoti nel tempio: la concezione del Battista in autunno, quella di Gesù sei mesi dopo. Agostino vi lesse un simbolo: a Natale i giorni cominciano ad allungarsi, a san Giovanni ad accorciarsi. Crisostomo, diacono ad Antiochia, nel 386 predicò che in Occidente la data era nota fin dall'inizio.

La veglia notturna viene dall'Oriente: alla fine del IV secolo Egeria la vide a Gerusalemme. Tra il 432 e il 440 papa Sisto III la introdusse a Roma, in Santa Maria Maggiore, dove aveva fatto costruire una cappella che imitava la grotta di Betlemme. Le tre Messe, della notte, dell'aurora e del giorno, sono attestate a Roma nel VI secolo.

La seconda si celebrava in una chiesa dedicata a sant'Anastasia. Il privilegio di celebrarne tre restò a lungo riservato al papa, passando agli altri sacerdoti solo nel Medioevo. Il Messale non parla di Messa di mezzanotte, ma di Messa nella notte, e prima si canta l'annuncio della nascita di Cristo, che colloca la data in una lunga successione di ere.