3 dicembre
San Francesco Saverio.
Sacerdote e missionario
Francesco nacque nel 1506 nel castello di Javier, in Navarra, ultimo di una famiglia nobiliare in declino. A diciannove anni andò a studiare a Parigi, al collegio di Santa Barbara, dove condivise la stanza con Pietro Favre e con un uomo più anziano e più povero degli altri, Ignazio di Loyola. Per anni fu il più restio dei tre: Ignazio dovette ripetergli una frase del Vangelo, "che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima", prima che cedesse.
Nel 1534 fu tra i primi sette compagni che pronunciarono i voti a Montmartre, e nel 1540 tra i fondatori della Compagnia di Gesù. Quando il re del Portogallo chiese missionari per le Indie, Ignazio scelse lui: partì da Lisbona nel 1541, e non tornò più.
Arrivò a Goa nel 1542 e per dodici anni non si fermò. Percorse la costa indiana, le isole delle spezie, Malacca; nel 1549 sbarcò in Giappone, il primo missionario cristiano a mettervi piede, e vi restò tre anni imparando la lingua e studiando il paese. Battezzò decine di migliaia di persone, quasi sempre senza sapere se avrebbero avuto qualcuno che le istruisse dopo di lui, e nelle lettere si legge chiaramente quanto questa cosa lo tormentasse.
Nel 1552 partì per la Cina, l'obiettivo che inseguiva da anni. Si fermò sull'isola di Sancian, davanti alla costa, in attesa di un passaggio clandestino che non arrivò mai. Vi morì il 3 dicembre, solo, in una capanna di paglia, a quarantasei anni.
Le sue lettere, scritte di fretta e piene di dettagli concreti, sono fra i documenti più letti della letteratura missionaria. Pio XI lo proclamò patrono delle missioni nel 1927.