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26 dicembre

Santo Stefano.

Protomartire

Stefano è il primo cristiano ucciso per la fede, e la sua storia sta tutta negli Atti degli Apostoli, ai capitoli 6 e 7. Fu il primo dei sette uomini che gli apostoli scelsero per il servizio delle mense, perché potessero dedicarsi alla preghiera e all'annuncio: sono i sette che la tradizione chiama diaconi.

Non era un uomo di secondo piano. Gli Atti dicono che era pieno di fede e di Spirito Santo e che faceva prodigi e segni grandi fra il popolo. Nella sinagoga dei liberti, dei cirenei, degli alessandrini e di quelli della Cilicia e dell'Asia si accese una disputa con lui, e nessuno riusciva a resistere alla sua sapienza. Fu allora accusato di bestemmiare Mosè e Dio. Portato davanti al sinedrio con falsi testimoni che riferivano parole contro il tempio e la legge, sedeva davanti ai giudici con il volto che sembrava quello di un angelo.

Il suo discorso, il più lungo degli Atti, ripercorre la storia d'Israele da Abramo a Salomone per mostrare che Dio non si lascia chiudere in un edificio, e si conclude con l'accusa di resistere allo Spirito Santo come avevano fatto i padri. Poi alza gli occhi e dice di vedere i cieli aperti e il Figlio dell'uomo alla destra di Dio.

Lo trascinarono fuori dalla città e lo lapidarono. I testimoni deposero i mantelli ai piedi di un giovane di nome Saulo. Stefano pregò: Signore Gesù, accogli il mio spirito. Poi, in ginocchio, gridò a gran voce: Signore, non imputare loro questo peccato. Morì intorno all'anno 36. Saulo, cioè Paolo, approvò quella morte, e da lì cominciò la persecuzione che disperse la prima comunità di Gerusalemme.

La sua memoria cade il 26 dicembre, subito dopo il Natale, ed è il primo di quel gruppo di santi che la liturgia ha legato all'ottava della Natività. Le sue reliquie furono ritenute ritrovate nel 415 a Cafargamala, in Palestina; il suo nome è legato ai diaconi, che lo hanno come patrono.