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Onomastico San Giuseppe: significato del nome, data e frasi di auguri

Quando cade l'onomastico di Giuseppe, cosa significa il nome, chi era san Giuseppe e venticinque frasi di auguri pronte da inviare su WhatsApp.

Il 19 marzo la Chiesa celebra san Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù. In Italia è una delle ricorrenze più sentite dell’anno: oltre a essere l’onomastico di tutti i Giuseppe, coincide con la festa del papà, e in molte regioni si porta in tavola qualcosa di dolce. Se state cercando una frase da mandare, la trovate più sotto, divisa per destinatario.

Vale la pena fissare una distinzione che spesso si perde. Il 19 marzo è la solennità di san Giuseppe; il 1 maggio è la memoria di san Giuseppe Lavoratore, istituita da Pio XII nel 1955. Chi si chiama Giuseppe può festeggiare in una delle due date, ma l’uso più comune resta il 19 marzo.

Chi era san Giuseppe

Giuseppe non è una figura costruita dalla devozione: compare nei Vangeli di Matteo e di Luca, e in entrambi ha un ruolo preciso. Matteo lo racconta come uomo “giusto”, che di fronte a una gravidanza inattesa sceglie di non esporre Maria al disonore; Luca ne segue le tracce nel viaggio verso Betlemme e nella presentazione al tempio. Non gli è attribuita nessuna frase diretta: nei Vangeli Giuseppe non parla mai.

Il suo mestiere era quello dell’artigiano. Il greco lo chiama téktōn, termine che le traduzioni rendono con “falegname” o “carpentiere”, e che indica chi lavora il legno e la pietra. L’ultima volta che i Vangeli lo nominano è il ritrovamento di Gesù dodicenne nel tempio. Da quel silenzio successivo la tradizione ha dedotto che morì prima dell’inizio della vita pubblica di Gesù: per questo è invocato come patrono della buona morte, cioè di una morte serena e preparata.

Il culto di Giuseppe è cresciuto lentamente. Nel 1479 Sisto IV lo inserì nel calendario romano; nel 1870 Pio IX lo dichiarò patrono della Chiesa universale; nel 1955 Pio XII istituì la festa del 1 maggio. Oggi il suo nome è citato in tutte e quattro le preghiere eucaristiche della Messa, subito dopo quello di Maria: un posto che nessun altro santo occupa.

Il significato del nome

Giuseppe è la forma italiana dell’ebraico Yosef, che significa “Dio aggiunga” o “egli accresca”: una formula di augurio legata alla nascita di un figlio. Il nome arriva in Italia passando per il greco Ioseph e il latino Ioseph, ed è tra i nomi maschili più longevi della penisola.

Le varianti sono molte, spesso regionali: Peppe e Peppino nel Sud, Beppe in Toscana e al Nord, Pino in buona parte dell’Italia settentrionale, Giuseppina al femminile, con le forme abbreviate Pina e Giusy. È un nome che attraversa le generazioni: in una stessa famiglia è normale trovare un nonno Giuseppe, un figlio Peppe e un nipote che lo porta come secondo nome.

Le date dell’onomastico

La data principale è il 19 marzo. Come per ogni nome, esiste però la possibilità di scelta: il calendario ricorda altri santi e beati con questo nome in giorni diversi, e per orientarsi tra le ricorrenze del mese è utile scorrere i santi di marzo. Se invece l’interesse è la figura di Giuseppe lavoratore, la data di riferimento è il 1 maggio, che apre il mese di maggio.

Venticinque frasi di auguri

Per un familiare

  1. Auguri papà, buon onomastico. Oggi si festeggia due volte: il tuo santo e la tua giornata.
  2. Buon san Giuseppe, nonno. Le tue storie le porto ancora con me.
  3. Tanti auguri, Giuseppe. Sei cresciuto con il nome di un uomo giusto, e si vede.
  4. Auguri a mio fratello, che porta un nome importante e lo porta con leggerezza.
  5. Buon onomastico, zio Peppe. I dolci li ho già ordinati, pensa al resto.
  6. Auguri Giuseppe, figlio mio. Il tuo nome vuol dire “Dio aggiunga”: un augurio che si rinnova ogni 19 marzo.
  7. Buon onomastico a mio marito. San Giuseppe è il modello dei padri di famiglia, e tu ne sei la prova.

Per un amico

  1. Buon onomastico, Giuseppe. Stasera si fa tardi, come sempre.
  2. Auguri Peppe. Oggi hai il permesso di essere in ritardo: solo oggi.
  3. Tanti auguri per il tuo onomastico. Che sia una giornata senza pensieri.
  4. Buon san Giuseppe. Non ti mando il santino, ti mando un messaggio scritto apposta.
  5. Auguri Giuseppe. Hai un nome che in Italia vuol dire famiglia, e tu lo confermi.

Per un collega

  1. Buon onomastico, Giuseppe. Offro io il caffè, ma non ditelo in giro.
  2. Auguri per il tuo onomastico. Che il pomeriggio sia più calmo della mattina.
  3. Tanti auguri, collega. Il 19 marzo è anche la tua giornata: approfittane.
  4. Buon onomastico. Da domani si torna seri, promesso.

Formali

  1. Buon onomastico, avvocato Giuseppe. Le porgo i miei migliori auguri per la sua giornata.
  2. Gentile signor Giuseppe, in occasione del suo onomastico le rivolgo gli auguri più cordiali.
  3. Caro Giuseppe, il 19 marzo ti penso come ogni anno. Buon onomastico.
  4. Egregio dottore, buon onomastico. Il suo equilibrio è noto a tutti noi.

Affettuose

  1. Buon onomastico, amore. San Giuseppe ha custodito la sua famiglia; tu custodisci la nostra, ogni giorno.
  2. Giuseppe, auguri. Ti dico solo che il tuo nome è una delle cose che mi piacciono di te.
  3. Buon onomastico, tesoro. Il 19 marzo è anche la festa del papà: due motivi per abbracciarti.

Con un tocco religioso

  1. Buon onomastico. San Giuseppe ha accolto una chiamata più grande di lui senza dire una parola: che ti insegni la stessa fiducia.
  2. Auguri, Giuseppe. Ti auguro la pace di chi si fida, la forza di chi lavora e la gioia di chi custodisce.

Un uso italiano, non universale

L’onomastico, inteso come il giorno in cui si festeggia il santo di cui si porta il nome, è una consuetudine molto italiana. Altrove esiste in forme diverse: in Spagna e in America Latina si festeggia l’onomástico, ma con più discrezione; in Francia è rimasto un uso familiare; nel mondo anglofono non è una ricorrenza riconosciuta. Da noi ha radici antiche, perché per secoli il calendario dei santi ha scandito non solo le feste ma anche il lavoro e i contratti.

Il 19 marzo unisce due cose: l’onomastico e la festa del papà. La seconda è stata fissata a questa data proprio perché cade nel giorno di san Giuseppe, il padre per eccellenza. Nelle famiglie italiane è normale che il 19 marzo si festeggi un papà che non si chiama Giuseppe, segno che l’usanza ha ormai una vita propria, indipendente dal nome.

Se il nome che vi interessa non è Giuseppe, la ricerca per nome indica la data di ogni onomastico; per un quadro d’insieme si può partire dall’elenco dei santi, oppure dalla sezione delle preghiere per accompagnare l’augurio con un testo adatto. La figura di Giuseppe, del resto, si capisce meglio accanto a quelle di Maria e di Gesù: è la ragione per cui la Chiesa lo ricorda insieme a loro nella festa della Santa Famiglia.